Area Archeologica di Trebula Balliensis
L'Area Archeologica di Trebula Balliensis, situata nel comune di Pontelatone, è un sito di grande importanza storica che risale al IX secolo a.C. prima della fondazione di Roma. Originariamente abitato dagli Osci, una popolazione indoeuropea insediata nell'Italia meridionale, Trebula passò sotto il controllo dei Sanniti Caudini intorno al VI secolo a.C. Dopo la sconfitta di Pirro, molti centri sanniti si allearono con Roma e Trebula divenne una "civitas foederata".
L'area archeologica si trova nell'attuale frazione di Treglia, nei Monti Trebulani, precisamente sulla parte centrale del Monte Maggiore. Il territorio di Treglia è principalmente montuoso e caratterizzato da poche aree pianeggianti, attraversato dal torrente Rio Maltempo che raccoglie le acque dei ruscelli circostanti.
L'antico abitato si estendeva a nord-est del centro moderno, con due nuclei principali: l'acropoli sul colle Monticelli e l'abitato sannitico-romano sul pianoro denominato La Corte, entrambi circondati dalla imponente cinta muraria sannitica. In questa zona sono stati rinvenuti resti del teatro romano, statue e iscrizioni pubbliche, suggerendo la presenza di un foro nella città antica.
Gli scavi archeologici sono iniziati nel settecento con campagne condotte dall'ambasciatore inglese a Napoli William Hamilton e sono proseguiti nel XIX secolo e nel 1976 con il ritrovamento delle terme pubbliche, probabilmente identificate come le 'terme costantiniane' menzionate in un'iscrizione. L'Area Archeologica di Trebula Balliensis è quindi un luogo ricco di storia e cultura, che offre importanti spunti di ricerca e studio sulla vita nell'antica città romana.
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